SCUOLA INCLUSIVA

Ballando nel buio.

Guardare con le mani insegnare con il corpo e con le parole sono questi i cardini su cui è imperniato l'insegnamento ai non vedenti. La danza ha la capacità di stimolare sia la sfera sensoriale che quella emotiva, tantopiù per chi ha sviluppato capacità alternative alla vista. Oltre ogni limite e ogni barriera, ti permette di raggiungere nuovi orizzonti, come fosse una luce nel buio, migliorando l'equilibrio, la consapevolezza dello spazio,la sicurezza nei movimenti. Favorendo la forma fisica, previene i problemi dovuti alla vita sedentaria ( diabete, malattie cardiovascolari, ecc). Per alcuni potrebbe essere una vera e propria sfida nella quale, sebbene attraverso l'arte, l'allegria ed il rispetto del proprio Limite, saranno chiamati a maturare esperienze vive nell'elemento spaziale che una volta incorporate e capitalizzate, gli saranno utili per affrontare altre apparentemente semplici problematiche del quotidiano. Le categorie : solo, duo ( entrambi non vedenti ) Combi ( un ballerino non vedente in coppia con un normodotato ), gruppi.Standard, Latino e Show dance.

Danza in carrozzina

Eleganza, stile, ritmo, sono questi gli ingredienti di una esibizione di danza sportiva in carrozzina di livello. La danza " wheelchair" coinvolge atleti con una disabilità fisica nella parte inferiore del corpo. I danzatori in carrozzina possono partecipare a balli individualmente, in gruppo, ‘combinati' (con un partner normodotato) o in coppia (con partner in carrozzina). Sono tre le tipologie di ballo che affrontano i danzatori in carrozzina: balli standard,latino-americani e free style. Le danze standard includono il valzer lento, il tango, il valzer viennese, lo slow foxtrot ed il quik-step. Le danze latino-americane includono il samba, il cha-cha-cha, la rumba, il paso doble ed il jive. Gli atleti che ne hanno bisogno hanno l'opzione di poter utilizzare la carrozzina elettrica. In una competizione sportiva,l'area di esibizione deve essere di almeno 200mq. La storia della danza sportiva in seno al Comitato Internazionale paralimpico è recentissima: solo nel 1998 è stato inaugurato un campionato IPC, ed ancora oggi non è parte del programma alle Paralimpiadi. La danza sportiva per atleti disabili recepisce le regole della Federazione Internazionale Danza Sportiva. Attualmente questo sport è praticato in circa 22 paesi. L'inizio della pratica della danza in carrozzina affonda radici già nel 1968, in Svezia. Fu Els Britt Larrson, un impegato in carrozzina della Federazione Disabili Svedese, ad essere pioniere di questo sport. Nel 1975 sempre in Svezia ebbe luogo la prima competizione cui parteciparono ben 30 coppie di danzatori. Due anni dopo ci fu la prima gara internazionale e solo nel 1998 i Mondiali in Giappone: nello stesso anno avvenne il riconoscimento da parte dell'IPC. In Italia, il 10 febbraio del 2005 viene fondata la Wheelchair Dance Sport Firenze, prima Scuola di Danza Sportiva in Carrozzina del territorio nazionale. Nata per offrire possibilità di svago e sport a persone con disabilità motoria ed in carrozzina, ora l'attività si sta aprendo anche a non vedenti e affetti da sindrome di Down. Nel 2007 si è svolto in Italia il 1° Campionato Promozionale di disciplina e per la prima volta una rappresentativa azzurra ha preso parte agli Europei di Danza in carrozzina a Varsavia.

DIR Disabilità Intellettive e di Relazione

Nel disabile relazionale, la danza può essere vista come un punto di decodifica (chiave di lettura), in cui il linguaggio del corpo sostituisce quello verbale. L'obiettivo è intervenire sulle modalità di espressione e sui livelli di adattamento alla realtà e lavorare sull'interazione tra gli elementi del gruppo e sulle singole capacità comunicativo-relazionali.